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Per un caso fortuito e fortunato, ho assistito per un po' alle operazioni di selezione delle fotografie da parte della Giuria. La concentrazione, i gesti rapidi e misurati, il "religioso" silenzio e le parole essenziali dei commissari indicavano competenza, passione, affiatamento; mi rendevano chiaro il perché del successo a livello nazionale della manifestazione organizzata da "Il Cavocchio". In quel momento, non ho potuto non pensare alla fortuna di Guardiagrele nell'avere una Associazione così bene organizzata che porta in alto il suo nome e ho desiderato fortemente che quella passione e quella intelligenza, che ho trovato anche in altri gruppi attivi nel nostro paese, si diffondano in altri campi, perché solo con esse si può rendere possibile e stabile un futuro. L'attività de "Il Cavocchio", legata ad antiche nostre tradizioni, é diventata essa stessa tradizione: questo é per tutti fonte di profonda soddisfazione. Ing. FRANCO CARAMANICO |
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Quando "salgo" in paese (visto che abito in periferia), mi fermo sempre a guardare le foto che gli aderenti a 'Il Cavocchio' espongono nella loro bacheca, gareggiando tra loro. Ed é, ogni volta, una bella sorpresa trovare qualcosa di nuovo, di inaspettato nei soggetti, nelle inquadrature, nei colori o nella stampa. Penso che le sensazioni che provo io le provino in molti: del resto, credo che questo sia l'obiettivo dell'Associazione: sollecitare ogni cittadino guardiese ad una presa di coscienza di una forma di comunicazione ed espressione tanto diffusa e praticata, ma pure poco compresa nelle sue caratteristiche, nelle sue difficoltà, nelle sue potenzialità e valenze. Una mentalità, che si può definire 'giapponese', si è impadronita di noi tutti: con la fotografia, vogliamo catturare ed imprigionare ogni aspetto della realtà che ci viene a tiro, quasi che, in fotografia, diventi più bello e godibile o, addirittura, che sia bello e godibile proprio in quanto fotografabile. Però, il più delle volte, se non sempre, ci fermiamo al semplice "scatto", pensando che magicamente la nostra intenzione agisca nella macchina "attraversandola" senza residui. Gli amici de "Il Cavocchio" sanno che non é così. La macchina ha le sue leggi, bisogna conoscerle per poter; attraverso di esse e in esse, esprimere e comunicare, Ma le loro regole, la loro sintassi hanno anche la luce, gli acidi, la carta, insomma tutto ciò che rende possibile quel che si chiama "fotografia". E di ogni momento di questo processo bisogna conoscere potenzialità e limiti, la tecnologia. Una fotografia non è solo un "clic", ma il risultato della lotta che il fotografo ingaggia con un medium articolato e complesso che lo condiziona, nello stesso tempo che gli permette di esprimersi. E' un po' come lana per la colomba di Kant. Ora, come dicevo, gli amici de "Il Cavocchio" questo lo sanno e con pazienza e passione cercano di insegnano con i loro corsi, per principianti e ragazzi, con i concorsi interni, con il concorso nazionale giunto quest'anno alla sesta edizione. Non devono scoraggiarsi Nicola Di Cocco e compagni se noi siamo un po' tardi di comprendonio: la nostra formazione estetica (quando c'è) ce la siamo fatta sulla pittura (in verità su riproduzioni, spesso cattive, presenti nei libri o sulle riviste) e, per noi, quella è l'unica forma di bellezza cui commisuriamo la bellezza fotografica; inoltre, spesso abbiamo una visione imitativa dell'arte, per cui l'elaborazione e/o il trattamento cui una immagine viene sottoposta non li capiamo proprio. Che una fotografia sia di piu di una semplice "fotografia" e che non va guardata come si guarda un quadro ci riesce difficile da capire. Perciò, tutto il mio plauso per l'opera educativa che "Il Cavocchio" svolge in modo silenzioso, "quotidiano", ma continuo ed incisivo, nel tentativo di alfabetizzarci su un linguaggio che ci assale da tutte le parti per renderci attivi fruitori e/o produttori di esso. Prof. MARIO PALMERIO |
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L'associazione Pro-Loco di Guardiagrele anche quest'anno ha avuto l'onore di patrocinare il Concorso Fotografico Nazionale indetto dagli amici de 'IL CAVOCCHIO", che, con la loro iniziativa e lodevole operosità, danno lustro alla nostra Guardiagrele. Le immagini, precise ed eloquenti, sono difficili da commentare, tanto che un commento quasi le offenderebbe. Quando si è costretti a scrivere mezza cartella sotto una foto, vuol dire che essa esprime la sua incomunicabilità ad emozionare e che la si pubblica tanto per riempire uno spazio vuoto del giornale. La bella foto, quella vera, ha bisogno, al massimo, di un'esclamazione e desta nell'animo un'espressione esteticamente gradevole. "Quella cosa dice l'uomo essere bella cui le parti debitamente si rispondono, per che de la loro armonia risulta piacimento" (Dante). Complimenti a tutti i partecipanti che hanno saputo cogliere nella fotografia l'espressione individuale che prende il posto del meccanismo, perchè la concezione del Bello vuoi dire non soltanto fare fotografie con arte, ma fare con la fotografia opere d'arte, Questa Pro-Loco, nel ringraziare L'Associazione dei fotoamatori Guardiesi, la giuria e tutti gli autori che hanno partecipato ad una così importante manifestazione culturale, si dichiara disponibile a collaborare anche per il futuro. Dott. PAOLO RULLO |
| È doveroso, per L'Associazione Fotoamatori Guardiagrele, ringraziare
prima di ogni altro i 164 partecipanti al 6°' Concorso "Il Cavocchio".
Con le loro opere, infatti, è stato possibile allestire una splendida
mostra fotografica di grande impatto visivo e ricca di contenuti. Un grazie,
poi, alla Giuria per il difficile e attento lavoro di selezione svolto,
reso, in questa occasione, ancora più difficoltoso dall'alto numero
di foto pervenute, quasi tutte degne di ammissione. L'Associazione ringrazia, infine, gli Enti che hanno patrocinato la manifestazione e quanti, in maniera diversa, hanno sostenuto la realizzazione del Concorso. NICOLA DI COCCO |
| Il complimento più spontaneo che mi sento di fare agli organizzatori
del 6° Concorso Fotografico e in relazione ai lavori di giuria: abbiamo
potuto operare con precisione e con attenzione nel comune intento di selezionare
le foto migliori e assegnare i premi di comune accordo. Il Presidente
de 'Il Cavocchio', Nicola Di Cocco, ha confermato la fama della Regione
Abruzzo, forte, gentile e ospitale. Una fama che é anche fotografica,
vuoi per le bellezze paesaggistiche e artistiche che la Regione offre,
vuoi per quella presenza capillare di ottimi fotografi che in città
grandi e piccole svolgono un'attività personale e associativa molto
legata alla Federazione. Bruno Colalongo nella sua lunga attività
prima di Delegato Regionale, poi di Membro del Direttivo Fiaf, ha seminato
molto bene. Ed infatti in Abruzzo si sono svolti Congressi ben impressi
nella memoria dei partecipanti, Manifestazione di ampio richiamo, Concorsi
che, come questo di Guardiagrele, confermano il prestigio della fotografia
amatoriale italiana. Personalmente devo un ringraziamento agli amici dell'Associazione
Fotoamatori, per aver allestito, proprio in occasione della presenza in
giuria, una mia mostra personale. La chiesa sconsacrata che ha ospitato
le mie fotografie sarà anche la sede della mostra. È un
ambiente suggestivo, nella via principale della città, sulla quale
si affaccia anche la cattedrale di Santa Maria Maggiore. Guardiagrele
e una città ricca di arte, di tradizione, di artigianato. Basta
fare due passi per le vie cittadine per accorgersi di questa triplice
componente. Giusto quindi che il concorso sia stato, per quest'anno caratterizzato
dall'aggiunta di una sezione a tema obbligato sull'artigianato e la sua
creatività. Un tema che e stato sentito dai partecipanti i quali
hanno presentato opere molto valide consentendo alla giuria di selezionare
una mostra che il pubblico sicuramente apprezzerà. Ancora un complimento a "Il Cavocchio" e l'augurio al loro concorso di continuare ad affermarsi. GIORGIO TANI |