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È per me motivo di orgoglio presentare una manifestazione culturale che porta in alto e fa conoscere in ogni angolo d'Italia il nome di Guardiagrele. Va dato merito all'Associazione fotografica "Il Cavocchio" di sapersi riallacciare alle robuste tradizioni artistiche della nostra città e di saperne far rivivere in forme adeguate all'età presente, l'acuta sensibilità estetica. Il mio augurio più fervido è che l'attività iniziata con successo gia da alcuni anni possa aprirsi ad ulteriori sviluppi perchè da essa non ne potrà che derivare del bene per la nostra comunità. Ing. FRANCO CARAMANICO |
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La valenza di un concorso fotografico, seguito da una mostra, sta soprattutto nell'invito che esso rivolge ai visitatori a guardare la realtà con occhio diverso, a non restare vincolati da una prospettiva acquisita, praticata e vissuta come quotidiana. La fotografia, infatti, in una sensuosa visione estetica, più ampia e integrale di quella cui tradizionalmente ci si riferisce, ci offre le cose al di la delle incrostazioni con le quali l'abitudine le ricopre; dunque, si pone come squarcio dell' "ovvio", esplorazione di momenti percettivi mai sondati e, infine, come creazione di nuove possibilità di forme e di colori. Detto in breve sintesi, essa esercita una efficace funzione educativa. L'Associazione "Il Cavocchio" la rende esplicita e completa attraverso i corsi di fotografia organizzati nelle scuole medie inferiori che tanto successo riscuotono. C'è solo da sperare che le intenzioni degli organizzatori possono raggiungere gli obiettivi previsti e tradursi, per la nostra comunità, in una avvertibile crescita umana. Prof. MARIO PALMERIO |
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L'Associazione Pro-Loco di Guardiagrele, anche quest'anno, ha avuto l'onore di patrocinare il Concorso Fotografico Nazionale indetto dagli amici de "Il Cavocchio" che con la loro iniziativa e lodevole operosità, danno lustro alla nostra Guardiagrele. Questa Pro-Loco, nel ringraziare l'Associazione dei fotoamatori Guardiesi e tutti gli autori che hanno partecipato ad una così importante manifestazione culturale, si dichiara disponibile a collaborare anche per il futuro. Nella fotografia l'espressione individuale prende il posto del meccanismo e la concezione del Bello vuol dire non soltanto fare fotografie con arte, ma fare con la fotografia opere d'arte; grazie a tutti i partecipanti. Dott. PAOLO RULLO |
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Acora un risultato soddisfacente per l'Associazione Fotoamatori Guardiagrele. Il 5° Concorso fotografico nazionale "Il Cavocchio" infatti, ha registrato la partecipazione di ben 154 fotoamatori di tutta Italia con 1138 splendide foto che hanno costretto la Giuria ad una dura e difficile selezione per la scelta delle opere da premiare e da ammettere alla Mostra. Complimenti quindi a vincitori ed ammessi ma complimenti anche agli esclusi per le belle fotografie presentate; sicuramente in altre occasioni potranno avere i riconoscimenti meritati. Un doveroso grazie a tutti i partecipanti e arrivederci al prossimo anno. NICOLA DI COCCO |
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È, sempre piacevole, per un "presidente a riposo", essere ricordati e gratificati da un invito a presiedere la giuria di un concorso fotografico nazionale. Mi è successo a Guardiagrele, una cittadina del chietino arrampicata sui colli, ai piedi della Maiella e con una vista sul mare di valore grandangolare. Un'occasione per fare nuovi amici, per godere dell'ospitalità abruzzese-molisana, e per incontrare amici di antica e più recente data, fatti attraverso il comune amore per la fotografia. Bruno Simoncelli, un maestro di fotografia, che già praticava e dissertava di fotografia quando io facevo i primo passi nel mondo del bromuro d'argento, dell'iposolfito e dell'iperfocale. Bruno Colalongo, attivissimo promotore delle più svariate iniziative fotografiche, nonché devotissimo ed affezionatissimo collaboratore. Luigi Bucco, che organizzando un congresso fotografico nazionale nella sua terra, ci ha fatto conoscere Fara San Martino, patria della buona pasta orgoglio d'Italia. Danilo Susi, il più giovane rappresentante di quella schiera di medici-fotografi di cui la FIAF fu ricchissima, e tra cui ebbi alcuni dei miei amici più cari. Un'occasione per vedere, attraverso un vasto campionario, qual'era la produzione fotoamatoriale corrente, al di là di quanto pubblicato od esposto dopo la selezione di giurie o selezionatori vari. Le mie attese non sono andate deluse. Ho visto sì molte cose scontate, schemi già visti e foto con anzianità decennale. Tuttavia non ho visto cose abominevoli, come una volta sempre capitava, grazie a partecipanti sprovveduti, che non avevano la minima idea di cosa fosse una fotografia tecnicamente corretta e dotata di un minimo di significato. Il livello medio era certamente dignitosissimo. Ho visto invece, e con gioia, molte cose nuove e piacevoli, interessanti per contenuto e per moduli espressivi, per cui abbiamo scelto con entusiasmo unanime le opere da proporre a premio. In sostanza un concorso di buon livello, atto a dare, pur nella ristrettezza del centinaio delle opere esposte, un panorama significativo del modo di fotografare attuale, che talvolta è ancora documento, ma spesso è creatività, poesia ed arte. Un concorso che, a mio avviso, ha premiato il lavoro e l'entusiasmo dei soci del "Cavocchio", un club relativamente giovane, ma fatto di gente con le idee chiare e con una volontà di ferro, come si conviene ad abitanti di un paese dove la lavorazione artistica del ferro battuto è una delle attività più significative. MICHELE GHIGO Hon EFIAP |