È con grande soddisfazione che saluto la XI edizione del “Concorso Fotografico” organizzato da “Il Cavocchio” con l’impegno e l’accuratezza ormai tradizionali. Se il nome di Guardiagrele è conosciuto in tante parti d’Italia, ciò è dovuto anche al lavoro di questi amici che ringrazio di cuore.
Non sono un esperto e non posso esprimere un giudizio approfondito sulle opere presentate dai concorrenti; la mia opinione, però, è che ci troviamo di fronte, ogni anno che passa, ad un livello qualitativo superiore.
Auguro a questa XI edizione del “Concorso” un successo pari alle aspettative.

ARGENTINO COLASANTE
Sindaco di Guardiagrele

È ancora diffusa, purtroppo!, una idea di cultura che può essere definita “mercantile”, “feticistica”. Il fatto grave è che essa è propria anche di persone con tanto di laurea, il che dimostra che non basta lo studio per diventare colti. Essere colti non significa possedere notizie in testa e saper rispondere ai quiz televisivi; la parola cultura si riferisce alla maturazione del senso critico, alla sensibilità, alla capacità di saper problematizzare, impostare un problema e saperlo risolvere con gli strumenti messi a disposizione da quelle che si chiamano discipline. Significa ancora tante altre cose, ma per il mio discorso quanto ho detto è sufficiente.
La cultura perciò non è confinata in un certo settore, ma, come diceva un saggio dell’Ottocento, “entra in tutte le faccende umane”, nessuna esclusa.
A quanto precede non posso fare a meno di pensare ogni qualvolta gli amici de “Il Cavocchio” mi invitano a scrivere due parole per il loro premio di fotografia. Il perchè sta nel fatto che proprio la fotografia rende evidente il concetto autentico di cultura. Il significato della fotografia non sta nel soggetto rappresentato, ma nel linguaggio, nella sintassi di questa arte; ed è questo linguaggio che incide sull”'occhio”, sulla sensibilità dello spettatore, educandolo,”coltivandolo”. La mentalità di un individuo del 2005 non è identica a quella di un individuo del 1700 con la sola differenza che, tra le suppellettili della nostra casa, ci sono degli oggetti chiamati fotografie. La diffusione delle immagini ha inciso profondamente sulla nostra mentalità, d ha fornito di nuovi occhi, di categorie cognitive prima non esistenti e condiziona il nostro rapporto con il mondo. Il mondo, anzi non è più quello di prima, costruito com’è attraverso le/e dalle immagini.
E’ alla luce di questo concetto ampio, profondo, umanizzante di cultura, che sono in condizione di apprezzare pienamente il lavoro svolto in questi anni dagli amici de “Il Cavocchio’ invitandoli a non demordere di fronte alle difficoltà.

Prof. MARIO PALMERIO
Ass. alla Cultura - Comune di Guardiagrele

Grande partecipazione ed elevata qualità delle opere presentate caratterizzano, ormai da anni, il Concorso Fotografico “Il Cavocchio”. liedizione di quest’anno (l’undicesima), con 1621 opere e 436 autori presenti nelle tre sezioni previste dal Concorso, conferma la validità di questa manifestazione, occasione di franco confronto, selettivo e dai risultati sicuramente gratificanti (se non prestigiosi!), per i fotoamatori che vi partecipano da ogni regione d’Italia. Complimenti quindi ai vincitori e agli “ammessi’; auguri agli ‘esclusi” che con i loro lavori avranno, in altri concorsi, possibilità di “rivalsa” e un grazie sentito ai partecipanti tutti che con le loro immagini “fanno’ la qualità del nostro concorso.
Appuntamento al 2006.

NICOLA DI COCCO
Presidente "Il Cavocchio"

Per i componenti la giuria del Concorso Fotografico organizzato dal Circolo Fotografico “Il Cavocchio” di Guardiagrele, è sempre un piacere partecipare ai lavori di selezione, sia per la notorietà del concorso giunto alla undicesima edizione e sia per l’accoglienza che si riceve dagli organizzatori. Quest’anno a tutto ciò si sono aggiunte due piacevoli sorprese: la prima costituita da un incremento notevole delle foto presentate dai fotoamatori, che presagiva un maggior lavoro, ma anche una ulteriore possibilità di conoscere quanto i fotoamatori italiani stanno producendo in questi anni; la seconda sorpresa è stata la gran quantità di neve che ricopriva questo importante ed antico centro, che era caduta a più riprese nelle settimane precedenti.
I lavori della giuria si sono svolti senza grandi difficoltà, anche perchè gli organizzatori hanno predisposto tutto con la consueta accuratezza ed informatizzando completamente tutto ciò che concerne la registrazione dei partecipanti, degli ammessi e dei premiati. Al termine la giuria ha assegnato tutti i premi messi in palio dall’organizzazione e ha voluto fare queste considerazioni. Un merito va al Circolo Fotografico “Il Cavocchio” che è riuscito non solo a mantenere alto il livello di partecipazione dello scorso anno, ma addirittura ad incrementarlo in modo sensibile.
Un plauso per la partecipazione al concorso di un nutrito numero di giovani che hanno presentato ottimi lavori e per i quali l’organizzazione aveva previsto un premio particolare.
Una conferma dei fotoamatori presenti con il bianco e nero, con unalta qualità e un buon numero di immagini.
Nel settore della fotografia a colori si è avuta una numerosa partecipazione, specialmente di nuovi autori, ma anche un notevole numero di autori non ammessi a causa del livello delle foto presentate. Per quanto riguarda la sezione dedicata al tema obbligato sulla elaborazione attraverso il digitale, la giuria ha riscontrato una grande varietà di materiale apprezzabile ed un’ampia e varia inventiva espressa dagli autori attraverso le loro opere.
Un ringraziamento agli amici del “Cavocchio” per la squisita ospitalità ed un augurio a continuare a lavorare per far progredire ed apprezzare la fotografia amatoriale italiana.

LA GIURIA

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