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GUARDIAGRELE La Città di Guardiagrele di origine antichissima deve il suo nome all'insediamento sul colle degli abitanti di Grele, che durante il dominio dei Longobardi prendeva il nome di Guardia di Grele, da Warda (Guardia). Il toponimo Grele, secondo recenti studi del linguista Alfredo Carpineto, deriva dal termine ocrile dell'antico dialetto marrucino, passato nel latino. Questo nome era portato anche da altre località come testimonia un omonimo abitato in provincia dell'Aquila (Città e Monte Ocrile) ed il sito archeologico Ocriculum presso Otricoli.. L'evoluzione del termine in Grele si spiega con la caduta della vocale iniziale, con la sonorizzazione della c in g e con una metafonesi della i in e. In definitiva gli antichi abitanti della zona erano gli Ocrili, < quelli che abitano sulla montagna>, in opposizione ai teatini abitanti delle colline. Nella sua massima fioritura , nel Medioevo, Guardiagrele vantava oltre trenta torri che la facevano un valido fortilizio contro le scorrerie e gli assalti delle fazioni nemiche. Alcune sono parzialmente visibili ancora oggi, la più interessante è la Torre Adriana a pianta circolare, che si ammira a Porta S. Giovanni. Guardiagrele sorge su un colle a 577 m. sul livello del mare, sul versante nord orientale del complesso della Maiella, in una posizione che le consente di avere insieme la visione della Maiella, del Gran Sasso e dalla parte del mare, un arco di orizzonte che va dal Monte Conero al Gargano. Deve da sempre la sua importanza alla posizione strategica, che mette in comunicazione la zona pedemontana con tutta la montagna. Conta 10.000 abitanti, e per estensione è il secondo Comune della Provincia di Chieti. Ricca di antichi Palazzi e monumenti religiosi è orgogliosa della sua Chiesa Madre S. Maria Maggiore, l'antica Collegiata, un insieme di tre Templi su due piani. Il complesso ecclesiale, che risale al 430, era la sede di un Gran Consiglio, composto da Sacerdoti e Cittadini illustri, Suprema magistratura della città. Gabriele d'Annunzio, che fu deputato del Collegio Ortona-Guardiagrele nel 1897, descrive più volte il Duomo e la Città nel romanzo " Il Trionfo della morte" al cui protagonista, Giorgio Aurispa, attribuisce origini guardiesi. Da ammirare ancora la Chiesa di S. Francesco con il suo portale romano gotico, la Chiesa di S. Nicola di Bari con il suo portale cinquecentesco e la Torre medievale di Largo Garibaldi, ultimo residuo delle antiche mura. Guardiagrele vanta una gran tradizione nel campo dell'artigianato artistico della lavorazione del metallo, tuttora fiorente. Nicola da Guardiagrele (Magister Nicolaus de Guardia) contemporaneo e forse collaboratore del Ghiberti, è la punta di diamante di quest'Arte, che il Maestro fece assurgere a vette eccelse con la produzione di Opere d'arte diffuse in molte Chiese abruzzesi. Una Croce processionale, usata talvolta dal Papa è a S. Giovanni in Laterano. Nel Museo parrocchiale di S. Maria Maggiore si ammirano gli splendidi smalti e le miniature che facevano parte integrante della Croce astile del 1431, rubata ed in parte ritrovata, sia pure ridotta a frammenti. Lunghe e complesse le vicende storiche che hanno segnato lo sviluppo di questa cittadina. Nel 1391, a testimonianza della sua floridezza ed autonomia, ottenne da Ladislao re di Durazzo la facoltà di battere moneta. Il bolognino che fu coniato a Guardiagrele recava l'effigie di S. Leone Papa. Un'opera del grande pittore De Litio è ancora possibile ammirare sul lato sud della Collegiata. Si osserva un gigantesco affresco che rappresenta S. Cristoforo che traghetta un Bambino Gesù, che a sua volta regge un Mappamondo, con ancora tre Continenti, essendo l'opera precedente alla scoperta dell'America! La storia di Guardiagrele è segnata anche da sventure e vicende tragiche che certamente ne hanno condizionato lo sviluppo, quali lotte feudali, pestilenze e guerre. Fino all'alba del XIX secolo. Il 25 febbraio del 1799 il popolo di Guardiagrele si oppose, con assurda imprevidenza, all'esercito francese, che dopo la nascita della Repubblica Partenopea, stava completando il controllo del territorio dell'ex Regno di Napoli. Fu incendiata e saccheggiata dalle truppe del Gen. Coutard subendo così un danno che ne condizionò la vita per molti anni. Il decennio napoleonico vide il tentativo di porre fine alla feudalità. Scarsi i successi conseguiti in quella direzione, fu smembrato solo il Feudo di Comino appartenente ai baroni Cicolini e Drago, mentre si salvò un vasto appoderamento dei Gerosolimitani, nella terra di Caprafico, passato poi in mano private. Arriviamo al 1860. In città intanto si erano moltiplicati gli atti di ostilità ai Borboni. È scontato il risultato del Plebiscito "Per l'Italia una e indivisibile con Vittorio Emanuele Re Costituzionale": su 2340 iscritti nelle liste votano 1906 cittadini esprimendosi tutti per il SI. Dopo quest'atto, superato lo scoglio del brigantaggio, che vide i suoi morti, e i suoi "eroi", Guardiagrele si affaccia all'epoca moderna. Vede eletti nei primi Parlamenti unitari i due fratelli Giuseppe e Francesco Auriti, quest'ultimo successivamente nominato Senatore del Regno. Si contano varie municipalità imperniate sempre su poche famiglie legate alla grossa proprietà terriera. Il 16 marzo del 1876 nasce, ancor prima che nel capoluogo Chieti, la Cassa di Prestito e di Risparmio, per trasformazione del Monte Frumentario che con la vendita dei cereali depositati formò il primo capitale. Durante la seconda guerra mondiale subisce danni, morti e devastazioni per effetti di numerosi bombardamenti. Guardiagrele si trovò sulla linea del fronte, tutta la popolazione dovette fuggire. Quelli che riuscirono ad evitare l'evacuazione si rifugiarono nelle contrade e con grande abnegazione e con tuttora ignorato eroismo, soccorsero molti militari alleati sfuggiti ai tedeschi, subendone talora le rappresaglie. Una via di fuga verso la libertà, passava per il Cimitero e molti sono ancora perseguitati dal ricordo di quel transito avvenuto di notte, approfittando dell'inclemenza del tempo, passando il fronte in mezzo alla neve e al fango, sotto i bombardamenti, non riuscendo sempre a sfuggire alle pattuglie dei tedeschi. Oggi Guardiagrele è una cittadina operosa. Negli anni sessanta, con imprenditori locali, nacquero alcune attività manifatturiere e di trasformazione, che con l'indotto da esse creato, hanno determinato la nascita di una cultura e di una mentalità di tipo industriale che di fatto ha prodotto un polo calzaturiero che si è esteso ai paesi vicini. Custodisce con orgoglio il Sacrario della Maiella, che in località Bocca di Valle, veglia sulle spoglie della Medaglia d'Oro Comandante Andrea Bafile, che da Ufficiale di Marina perdette la vita per le ferite riportate durante una esplorazione a terra, lungo il Piave nel novembre del 1917.Il Sacrario, profanato dai tedeschi in fuga, è risorto nel suo splendore e vi si possono ammirare splendide figurazioni su maiolica opera degli artisti Basilio e Tommaso Cascella. Una stele funeraria, rinvenuta in una campagna di scavi eseguita dalla Sovrintendenza archeologica di Chieti su richiesta e con fondi dell'Amministrazione Comunale di Guardiagrele, negli anni sessanta, nell'area archeologica di Comino, testimonia l'autenticità del famoso Guerriero di Capestrano, assunto di recente a simbolo dell'Abruzzo. La Stele di Guardiagrele consiste in una lastra di calcare locale di forma antropoide sulla quale sono evidenti, fra altri elementi, la raffigurazione di due dischi proteggenti anteriormente e posteriormente la regione cardiaca, come nella Stele del Guerriero di Capestrano. Il reperto si trova nel Museo Archeologico di Chieti. Guardiagrele infine è sede di una frequentatissima "Mostra dell'artigianato artistico della Maiella" che si svolge durante il mese di agosto. A Guardiagrele è ubicata la sede amministrativa del Parco Nazionale della Maiella. Il Cavocchio |
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