Confesso che, anno dopo anno, scrivere sul premio di fotografia organizzato da “Il Cavocchio” riesce sempre più difficile, perché gli aggettivi e gli elogi utilizzati ieri appaiono francamente inadeguati oggi.
Questa XIV edizione, che si presenta con un numero veramente impressionante di fotografi e di fotografie distribuiti nelle diverse sezioni, mostra ancora una volta le grandi capacità organizzative dell’Associazione, la sua grinta nell’affrontare, con risorse finanziarie limitate, una sfida di tale portata, le esercitate ed agguerrite capacità critiche che vengono impegnate nella selezione delle opere presentate.
Cosa dire di più? Che questo piccolo e affiatato gruppo, che si è meritato l’apprezzamento di tanti appassionati di fotografia, porta in alto e fa conoscere in Italia il nome del nostro paese.
Di ciò non si può non essere contenti.
Perciò, calorose congratulazioni per il successo e un invito a continuare con la stessa passione.

Prof. Mario Palmerio
Sindaco di Guardiagrele

Scatti di solidarietà.
Un titolo non casuale, nato dall’incontro di più volontà che, nel dimostrare che mettere più forze in relazione è possibile, parla di un’idea nuova di impegno sociale.
E’ passato, ormai, il tempo in cui il gesto di aiuto è atto estemporaneo. E’ arrivato, invece, il momento di capire che una comunità solidale non può che essere una struttura di solidarietà: niente improvvisazione, quindi, ma azione quotidiana, collettiva e consapevole.
E’ inutile nascondersi che un obiettivo di questo tipo è ambizioso e forse lo è ancor di più quello di elaborare strumenti perché questa struttura sia edificata e funzioni.
A ben vedere, l’avere proposto ad uno dei più prestigiosi concorsi di fotografia, quello dell’associazione “Il Cavocchio” di Guardiagrele, di ospitare una sezione speciale sul tema della solidarietà, è un passo che va su quella strada come va nella stessa direzione la disponibilità che l’associazione ha subito manifestato.
Se in ogni ambito, in ogni “pezzo” della nostra comunità si pone il “problema”, forse diventa meno difficile raggiungere lo scopo che ci siamo posti.
La partecipazione così numerosa alla sezione speciale del concorso e le foto, tutte le foto, fanno apparire chiaro che c’è una sensibilità diffusa, c’è un modo di vedere le cose che non fugge il problema quotidiano delle povertà (antiche, come quella dell’indigenza, e nuove, come le disabilità, le solitudini...). Si tratta di far venir fuori questa energia e, con un po’ di lavoro, incanalarla e farla diventare forza e operatività per costruire insieme quella struttura.
Sono convinto che il concorso fotografico, sostenuto dal Centro di Servizio per il Volontariato della Provincia di Chieti cui va il ringraziamento della città di Guardiagrele, possa costituire, allora, un interessante laboratorio dove si sperimentano nuove forme di collaborazione nell’interesse della comunità.
Agli scatti dei fotoamatori che hanno partecipato si aggiungeranno, allora, anche quelli di solidarietà.

Simone Dal Pozzo
Assessore alle Politiche Sociali
del Comune di Guardiagrele

L’indubbio successo del 14° Concorso Fotografico Nazionale “Il Cavocchio” è dimostrato dall’alto numero dei partecipanti (quasi 300) e dal numero delle foto pervenute (2500). Risulta evidente che il concorso di Guardiagrele è diventato punto di riferimento per la fotografia amatoriale italiana e occasione di impegnativo confronto annuale per i migliori autori che vi partecipano da ogni parte d’Italia.
Dopo due giorni di attenta e difficile selezione la Giuria, qualificata e scrupolosa, ha selezionato le opere (211) ammesse alla Mostra e valide per la statistica FIAF.
Le opere escluse a giudizio della stessa Giuria, non sono da considerare bocciate; anzi, molte di esse, sicuramente, in altre manifestazioni, avranno meritati riconoscimenti.
Il nostro grazie più sentito, perciò, a tutti i partecipanti che con i loro lavori qualificano il nostro concorso.

Nicola Di Cocco
Presidente "Il Cavocchio"

QUATTRO SEZIONI PER IMMAGINI DIGITALI
La scelta di venire incontro alle attuali esigenze espressive è chiara: niente stampe cartacee e conseguenti disquisizioni su colori distorti e dominanti; tutte immagini virtuali; nessuna ambiguità tra il linguaggio dei puristi e quello dei manipolatori. Ogni fotografo ha potuto decisamente optare tra la scuola della fedeltà al dato visivo e quella della creazione fantastica, risparmiando alla giuria l'ozioso e sterile dubbio: “ma questa immagine è genuina o è manipolata?”. La felice locuzione “Creatività in ambiente digitale” ha sancito, infatti, il pieno diritto di esprimersi con disinvoltura dando forma visuale alle pulsioni della fantasia, senza implicazioni di carattere… etico, purché non debordinino nelle altre sezioni.
Sono bastate queste poche, oculate scelte per conferire al 14° Concorso Fotografico “Il Cavocchio” una seria funzione propulsiva alla fotografia amatoriale.
Il tema “I Regni della Natura” è illustrato da visioni ravvinicinate di grande fascino che testimoniano come i fotografi della natura abbiano raggiunto elevati livelli d'esperienza nel condurre pazienti e prolungati appostamenti e nell’utilizzare tecnologie che conferiscono, anche alla fotografia amatoriale, un’indubbia valenza scientifica.
La sezione “Tema Libero” è il campo espressivo più aperto e ricco di ispirazioni ove ogni autore afferma una particolare attitudine ad esplorare il proprio oggetto d’affezione. È l’epoca dei grandi viaggi, delle immersioni nelle etnie più lontane ed esotiche, della commozione per gli intensi sguardi di creature di struggente bellezza e dalla nobile gestualità ancestrale. Ma questa sezione è anche ricca di splendidi paesaggi, di armoniose figure ambientate, di nudi, di bozzetti di vita quotidiana da cui non è stato difficile individuare esemplari opere meritevoli dei premi speciali e delle segnalazioni.
La sezione “Scatti di Solidarietà” è stata interpretata dagli Autori nel duplice significato di “scatto tecnico istantaneo” ed in quello, più profondo, di “scatto istintivo di generosità”, di “impulso di amorosa empatia nei confronti del sofferente”. Le immagini che illustrano la solidarietà istituzionalizzata (il volontariato negli ospedali, nei ricoveri, nelle contingenze di guerra) e quelle che registrano atti di spontanea solidarietà individuale, fanno parte di quella fotografia disinvolta, destinata a servire i fatti e le idee, senza celebrare sé stessa, una fotografia che ci parla di grazia, di spirito rivolto alla speranza, alla serenità, persino alla gioia.

Giorgio Rigon
Bressanone, febbraio 2008

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